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Si definisce un atleta in continua ascesa, che cerca non solo di migliorare il proprio bottino di gare ma anche di dare alla sua immagine di body builder un aspetto di armonia, simmetria e definizione. Il body building è soprattutto passione.
Scorreva l'ormai lontano 1986, quando la cultura fisica era al massimo del suo splendore di popolarità, quando le palestre erano gremite e la febbre del "ferro" cresceva in tanta gente, magari sulla scia della voglia di emulare gli eroi della celluloide che in quegli anni creavano miti cinematografici e non solo - miti che rimasero indelebili nel tempo, come Arnold, Stallone, Ferrigno… Quei miti davano corpo al sogno di tanti ragazzi di riuscire un giorno ad assomigliare loro fisicamente.
Ed è proprio in quel periodo che Galeazzo Costantino, ectomorfo per eccellenza, varcava la soglia di una “palestra” e tale luogo di "sofferenza", di curiosità e di gioia, negli anni a venire, segnerà e cambierà completamente, il
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corso della Sua vita sotto tutti i punti di vista, non solo quello fisico.
Il tempo e il lavoro hanno trasformato il brutto anatroccolo in cigno. Detto così potrebbe sembrare facile ma vi garantisco che è stata un'altra cosa, specialmente all'inizio quando si scontrò con la dura realtà di una palestra. Qui trovò le prime guide che lo aiutarono a muovere i primi passi verso un futuro che neanche nelle più rosee speranze avrebbe potuto immaginare. Istruttori dall'aspetto così imponente che a me, esile essere di 65 kg, parevano protagonisti di un film mitologico. Fra tutti, fui maggiormente impressionato dalla persona che nel tempo diventerà il Suo allenatore, consigliere, guida, esempio di atleta ed amico: Cosimo D'Ambrosio, campione mondiale nel 1985.
La trasformazione avvenuta in quei quindici anni rispecchia in gran parte la volontà nel voler riuscire a raggiungere determinati risultati (più volte campione del Mondo e Mister Universo) - con la speranza che questo serva da esortazione verso quelle persone meno dotate rispetto ai pochi "baciati dalla genetica", affinchè questa mancanza sia compensata da una volontà di ferro, e da un'autentica voglia di “ferro”, nel voler sopperire a certi limiti insiti nel DNA di ciascuno - .
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